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24 domande per presentare Carlo Viscardi

Carlo Viscardi: ecco 24 domande per conoscerlo meglio.

Nome? Carlo

Cognome? Viscardi

Soprannome? “Carletto” … una volta ma non è proprio un soprannome. Ora niente … troppo agè.

Luogo e data di nascita? Milano 11/10/1969

10 parole per presentarti? Umorale ma in miglioramento con il procedere degli anni.

La pallacanestro è? In modi diversi, è sempre stata una parte importante della mia vita. Da giocatore per il coinvolgimento totale, da papà per il piacere di vedere mio figlio all’opera. Da allenatore …

Un aneddoto particolare della tua carriera? ho terminato la mia carriera da giocatore (troppo tardi comunque) in seguito ad un brutto incidente in una partita contro Social Osa, che era la squadra più odiata da sempre! Poi ci ho portato mio figlio a giocare (e mi sono offerto di dare una mano): e non potrei essere più contento.

Hobbies al di fuori della Pallacanestro? lo sport senza troppe distinzioni di genere, guardo serie televisive … anche qui senza troppe distinzioni.

Michael Jordan, Kobe Bryant o Lebron James? Non ci possono essere grossi dubbi per chi abbia potuto godere “in tempo reale” delle gesta di questi tre campioni: Michael Jordan con molte piste di distacco! per la novità, l’eccitazione di giocate all’epoca fuori dal comune, per lo stile, per il fatto di essere “primo” con quella completezza e spettacolarità. Quando è arrivato i calzoncini erano ben alti sulle cosce ed i suoi avversari giocatori bianchi con baffi e capelli lunghi (sto esagerando … Craig Ehlo però): una bella rivoluzione! E senza parlare di ciò che ha portato fuori dal campo da gioco.

Squadra del cuore NBA – SERIE A – CALCIO? Philadelphia 76ers (c’era Julius Erving!), Olimpia Milano, Milan

Film che hai visto 100 volte? Pulp Fiction, Braveheart, Erin Brockovich

La canzone della tua vita? mmmh … Pearl Jam, Alive. Un po’ grunge.

Ultimo libro che hai letto? Greenlights, Mattew McConaughey. Spinto da critiche positive non sono rimasto deluso: alcuni spunti sono interessanti e “restano”.

Il coach a cui ti ispiri? ricordo alcuni aneddoti di Dan Peterson che sono stati di ispirazione. Uno su tutti (più o meno è andata così)

Finale scudetto Billy Milano – Banco di Roma 

Dan: “Vittorio (Gallinari) entra e marca Larry (Wright)”

Vittorio: “Ma lui è il play ed io sono un lungo! Come lo devo marcare?”

Dan: “Non lo so! Io decido che tu difendi su di lui, e tu … trovi il modo di farlo!

Il tuo rapporto con i giocatori: dicono che un giocatore che diventa allenatore debba dimenticarsi in fretta di esserlo stato. Non credo di esserci riuscito: alterno quindi momenti di “condivisione e comprensione” degli eventi, perché li ho vissuti anch’io,  a momenti di scoramento perché certi errori, modestamente, io non li facevo!!! Quindi il rapporto tende ad essere … scostante.

Cosa ti piace in un giocatore: indipendenza all’interno di un disegno. Si può dire capacità di lettura. O forse torna chiaro l’aneddoto di Dan Peterson.

Cosa non sopporti in un giocatore.  Esecuzione meccanica degli schemi e carenza di fondamentali. Spesso le due cose vanno insieme.

Il più forte giocatore che hai mai allenato: boh … da primo allenatore di squadra senior ho allenato praticamente sempre gli stessi giocatori per 4/5 anni. E non è che si sia poi vinto tantissimo. Tra i giovani giocatori Osa che ho aiutato ad allenare … ce ne sono due o tre che sembrano promettenti. Meglio non fare nomi però.

Il tuo rapporto con gli arbitri?  sereno e comprensivo (tendenzialmente).

Cosa fai dopo una vittoria?  Niente di speciale, una birra viene bene. Da allenatore me la godo meno che non da giocatore

…dopo una sconfitta?  Se c’è la birra, viene meno bene. Da allenatore pesa più che non da giocatore.

Un sogno da realizzare?  Urca!  Mi limito a sperare di tornare a vivere presto una vita “normale” in tutto e per tutto, senza tutte le “attenzioni” di quest’ultimo periodo.

Il tuo prossimo viaggio? Post covid, si guarda “in casa”: il prossimo sarà portare i figli a Roma. Più ambizioso … tornare a fare un bel giro negli Stati Uniti.

Un messaggio alla famiglia OSA?  Continuate così! Organizzazione, competenza, impegno sociale,  … il livello è alto!

 

Conclude così il coach Carlo Viscardi. Leggi tutte le interviste allo staff tecnico.

 

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