Osa – Milano 3: 73-64
E alla fine è arrivato! Il primo referto rosa ce lo conquistiamo alla fine d’un match degno del lettino d’uno psicanalista. Prima dominiamo, poi siamo lì lì per lasciarci la ghirba, e per finire siamo capaci (tutto merito nostro per carità…) del più classico dei “colpo di reni” che ci consente di portare a casa la prima gioia di un ovviamente difficile girone top.
Partita ostica e a tratti pure un pochino ruvidina quella contro un Milano 3 tosto fisicamente e capace d’un giro palla da applausi. Nonostante questo, nel primo quarto le polveri paiono alquanto bagnate da ambo le parti, si segna con il contagocce, e il misero 16 a 13 nostro con il quale si va al timeout lungo la racconta abbastanza chiara. Non che nei secondi dieci giri di lancette cambi chissà cosa, noi ne mettiamo sempre sedici, che siccome la matematica non è un opinione, sommati a quelli di prima fanno 32, è che per nostra fortuna i biancorossi di Basiglio bisticciano con il canestro e alla fine ne sommano solo 22: più dieci per noi all’intervallo che, manco il tempo di ricominciare, si trasformano in un ben più sorridente più sedici. 38-22 con un paio di bombe siderali! Partita in archivio, quindi? Ovviamente nemmeno per sogno! Anche perché dall’altra parte ci sono fior d’avversari che di tutto hanno voglia fuorché di mollare. Risultato è che a 2 minuti e rotti dalla fine del tempino ci ritroviamo sopra della miseria di due punticini: 41-39, e meno male che un paio di buone iniziative ci consentono di chiudere il quarto sul 49-43.
Partiamo di nuovo forte all’inizio dell’ultimo tempo, trovando di nuovo la doppia cifra di vantaggio, 57-47 quando ne manca però ancora più della metà. E infatti quelli di Basiglio mica mollano la presa, e con una serie di missili da lontano ci tallonano come cani da caccia. Finale non adatto ai deboli di cuore: 67-64 ad appena 32 secondi dalla sirena, ma abbiamo la mano salda dalla linea della carità e con sei liberi su sei la portiamo a casa!
È vero che ancora non siamo capaci di gestire vantaggi anche consistenti e subiamo le variazioni d’inerzia all’interno d’un match come un veliero nel bel mezzo d’una tempesta, ma in fondo oggi l’unica cosa che contava sul serio era portarla a casa…e l’abbiamo fatto! Per tutto il resto ci sarà tempo.
Un abbracciotto, stavolta finalmente Rosa, a tutti e…FORZA OSA!!!
(BV)

