PreziOsa!

Osa – Pol. Meta 2000: 61-40
Gara chiave quella che va in scena nella “tana” di via Murat. Di fronte ci troviamo una Pol. Meta 2000 che, classifica alla mano, si presenta come avversario quantomai ostico (previsione che si confermerà nei quaranta di gioco!). Tra classici acciacchi stagionali e infortuni un po’ meno “stagionali”, ci ritroviamo decimati che neanche un’invasione di cavallette avrebbe fatto più danni! Va detto che comunque i “superstiti” si dimostreranno comunque all’altezza della situazione. Dopo alcuni attimi di panico, passati alla ricerca d’un anima pia disposta a fungere da cronometrista, si comincia. Sin dalla palla a due s’intende con chiarezza quale sarà il filo conduttore della contesa: totale equilibrio. Noi si cerca di avvicinare il canestro in penetrazione o con gli scarichi all’uomo meglio piazzato, anche se va detto che ne sbagliamo più di quelle che dovremmo. I nostri avversari, invece, puntano molto sul tiro da oltre la linea dei tre punti e, purtroppo per noi, la mettono spesso e volentieri! Il 15 pari con cui si chiude il primo quarto, comunque, rispecchia alla grande l’andamento d’un match che è molto lontano dal prendere una direzione precisa.
Nei secondi dieci giri d’orologio proviamo a spingere sull’acceleratore, ma siamo ancora troppo imprecisi, sopratutto da sotto. In compenso quelli del Meta “sporcano” un pochino le medie da fuori consentendoci di chiudere all’intervallo lungo con cinque punticini di vantaggio sul 30-25: nulla di cui andare in piazza a festeggiare, ma comunque qualcosa, sopratutto in un incontro in cui l’equilibrio è stato finora sovrano assoluto!
Nel basket, almeno così si suol dire, spesso il quarto decisivo è quello che viene subito dopo il secondo, e così capita pure stavolta. Non ci è dato sapere se le sane rampogne di coach Corvi abbiano proprietà terapeutiche, fatto sta che dagli spogliatoi esce un’ Osa nemmeno lontana parente di quella che v’era entrata dieci minuti prima.
Adesso la difesa sembra Fort Apache. Pressiamo la palla come come se ci trovassimo di fronte Belen Rodriguez. Andiamo a rimbalzo che sembriamo ranocchie dopate. Intercettiamo palloni che neanche lo scudo spaziale. In compenso in attacco troviamo soluzioni ad alta percentuale sia da fuori che da sotto, coinvolgendo tutti i giocatori in campo. Risultato, fatturiamo punti su punti aumentando il vantaggio fino allo scintillante 50-33 con cui chiudiamo un trionfale (e alla fine pure decisivo…) terzo parziale. Nei 600 secondi che ci separano dalla sirena, si tratta di non perdere la concentrazione e di tenere ben salda la presa sul timone. Così facciamo, riuscendo a condurre in porto il vascello giallorosso, sospinto a gran voce dal tifo dell’infuocata “torcida” di casa. Nonostante i generosi e ammirevoli tentativi di “rientro” dei nostri mai domi avversari, il 61-40 che illumina la tabella alla fine dei quaranta ci permette di portare a casa un referto rosa che pesa come un macigno, sopratutto alla vigilia dello scontro al vertice contro la corazzata Tigers. Testa bassa quindi e spingere sui pedali, consapevoli come (e non potrebbe essere altrimenti…) la strada è ancora lunga e gli ostacoli da affrontare numerosi e impegnativi…al
limite, di quando in quando, una bollicina…giusto per stemperare un po’ la tensione! Un grosso abbraccio a tutti e…FORZA OSA!!!
(BV)

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