Continuano le chiacchierate/interviste con i giocatori della Social Osa.

Della Flora e De Marzi sono rispettivamente un playmaker e un lungo che fanno parte della nostra realtà da molto tempo. Conosciamone alcune curiosità insieme.

Vi conoscete da tanto mi sembra di capire, giusto?

Teo: “Sì, ormai è un bel po’ di tempo. All’inizio eravamo solo compagni di squadra, poi con i 3 anni fatti a Cernusco abbiamo iniziato a vederci tutti i giorni, andavamo sempre insieme e tornavamo sempre insieme; quindi abbiamo cominciato a frequentarci anche fuori dal campo (adesso no vista la situazione vorrei precisare, sia mai). Anche d’estate al mare mi tocca sopportarlo”.

Della: “Grazie Teo, sempre gentile. Sì, sono più o meno 12 anni che lo conosco. Abbiamo fatto Social Osa, Cernusco e di nuovo Social Osa, sempre insieme. Inizialmente lui era già lì perché ha iniziato prestissimo a giocare, poi io lo ho raggiunto. Adesso con questa situazione finalmente lo vedo un po’ meno spesso”.

Avete fatto un’esperienza insieme di 3 anni a Cernusco, come è andata?

Teo: “il primo anno un po’ complicato per vari fattori. Il nostro allenatore ci portava sempre ad allenamento e ci riportava. L’andata non era tanto un problema, ma il ritorno, quando ci eravamo allenati male, era sempre una gara per prendere il posto dietro, perché quello davanti era sempre un capo espiatorio per la rabbia del coach.”

Della: “Confermo assolutamente. Abbiamo preso diversi insulti, anche a nome di tutta la squadra a volte. In compenso abbiamo vinto i nazionali Under 17 Elite, quindi tutto sommato a livello di giocato è andata bene direi.”

Della Flora e De Marzi ormai giocano da molto insieme, quindi sicuramente potranno raccontarci un aneddoto sull’altro.

Senza essere troppo crudeli, un aneddoto divertente sull’altro?

Teo: “Schema contro la zona. Doveva chiudersi con un Alley-Oop per Badocchi. Le guardie dovevano ovviamente allenarsi a fare l’ultimo passaggio. Il nostro allenatore gli dice che per fare il passaggio, bisogna metterla vicino al canestro, quindi fai come se fosse un tiro sbagliando di poco. Della va per primo e la tira lontana un metro e mezzo. Secondo giro, ancora un metro e mezzo. Allora gli dice di passarla perché tanto non sa tirare; la terza volta, fatalità, la passa e arriva perfetta per la schiacciata.”

Della: “Il bello è che a Badocchi potevi alzarla più o meno dove volevi e lui la prendeva sempre. Io ero l’unico della squadra che gliela passava così male da non farlo riuscire a schiacciare. Detto questo, io con Teo a volte ho avuto qualche battibecco, ma in realtà sono io che mi arrabbio e basta. Il motivo è che quando Teo deve fare i blocchi, alcune volte ti prende il nervo della coscia e fa un male atroce. Un giorno ad allenamento mi prende in pieno, il giorno dopo mi riprende nello stesso punto, quindi mi sono arrabbiato (per non usare termini censurabili) ma quando la settimana dopo lo ha rifatto per l’ennesima volta, ho capito definitivamente che non lo fa intenzionalmente, ma è il suo modo di fare i blocchi”.

“Lucco” e “Riggio” hanno chiamato in causa Della Flora e De Marzi. Il primo ha detto che “Della” non fa del suo tiro la sua arma migliore, mentre il secondo ha detto che “Teo”, diversamente da lui (a mesi alterni, preciso io), non riesce a schiacciare nonostante sia 2 metri.

Volete rispondere?

Della: “Purtroppo non posso dire che non sia vero. Mi sto impegnando per migliorare questa mia mancanza. Ti dirò di più, lancio una sfida qui a Lucco: tra i due sarò io il migliore al tiro a fine anno”.

Teo: “Confermo. Infatti mi aspettavo che lo dicesse prima o magari un altro compagno. Devo incassare quello che ha detto, d’altronde il salto non è mai stato il mio forte. Però da quello che dice Della, i blocchi mi sembra di capire di sì invece. Vorrei dire però che Della è già migliorato rispetto agli alley-oop che alzava a Badocchi”.

Come sempre, per finire vi tocca la domanda sul quintetto ideale. Esponetemi il vostro!

Teo: “Io non mi ricordo proprio i nomi dei giocatori, quindi prima mi sono andato a guardare quello che hanno detto gli altri. Quello che posso dire è che ho preso diverse botte dai lunghi, quindi ti dico Paleari come centro, Di Rauso ala forte, Santolamazza come guardia, Iacono play, e… Dai metto Lucchini come tre, così lo faccio contento”.

Della: “Allora, neanche io i nomi non me li ricordo, partiamo da questo presupposto. Però uno che mi piace è Angio, che non posso lasciare fuori, poi Santolamazza come guardia, i lunghi… Villa sicuramente no, quindi copia pure quelli di Teo. Metto anche io il capitan Lucchini infine”.

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