Continuano le nostre chiacchierate/interviste con i giocatori della prima squadra per conoscerli un po’ più da vicino.

Chiacchierata con Luca Riggi, uno dei lunghi a disposizione della nostra prima squadra. Scopriamolo insieme!

Luca Riggi è un ragazzo solare, sorridente. Un compagno di squadra che si mette sempre a disposizione, sia dentro che fuori dal campo. “Se devo fare una cosa, la faccio per divertirmi”. Questa la frase che mi ha detto quando ci siamo sentiti. Iniziamo:

Come ci si sente ad essere l’unico 2 metri che non schiaccia?

“Non lo so, devi chiederlo a Lorenzo Villa. Io schiaccio a mesi alterni. Nella nostra squadra, ci sono De Marzi, Villa e Sgura attorno ai 2 metri. Sgura lo togliamo perché è giovane ed è facile. Tolto lui non schiaccia nessuno, l’unico che ogni tanto lo fa sono io. A una mano non sono capace, ma a due mani ultimamente vado su anche in arresto di potenza”.

Luca Riggi ha fatto una parte della sua formazione Under con l’Armani. Cosa avrà imparato?

Hai fatto un po’ di anni di scuola Armani, è grazie a quelli che adesso sei un lungo tecnico?

“In Armani si lavora subito sulla tecnica e tanto. Io ero cresciuto molto in poco tempo, ero magro e alto, quindi non potevo sfondare con il fisico. Dovevo fare della tecnica il mio punto forte. Allenandoti cinque o sei volte a settimana, un allenamento di soli fondamentali lo fai sempre. Però parlandone così sembra che io abbia i fondamentali di Tim Duncan, non creiamo false aspettative, ma sicuramente sono più tecnico che fisico”.

Un aneddoto in maglia Social OSA e uno in maglia Olimpia?

“In maglia Social Osa posso raccontare nella stagione 17/18 di quando mancavano due giornate di campionato e se avessimo vinto ci salvavamo direttamente. Punteggio punto a punto, palla loro. Noi cambiamo su tutti i blocchi e io finisco sulla loro guardia; faccio una difesa impressionante, lo porto fino a dietro il tabellone e tira disperatamente da lì con la mia mano in faccia. Mi stavo già complimentando con me stesso, ma quando mi giro vedo che la palla è entrata. Risultato? Siamo andati ai play out, ma ci siamo salvati.”

“In maglia Olimpia direi quando Krunoslav Simon era infortunato e allora è venuto ad allenarsi con noi under 18 prima di rientrare con la Serie A. Era devastante anche su una gamba sola. Ti faceva arrivare la palla sempre con i tempi giusti. Io ero in squadra con lui in partitella e proprio in quel momento mi son detto che era impossibile che io diventassi un giocatore di Serie A”.

Dopo gli anni con l’Armani, “Riggio” torna a vestire la nostra maglia, con l’under 18 e con la prima squadra.

Il capitano mi ha raccontato di una tabellata per vincere contro Cernusco in under 18. Vuoi raccontarcela?

“Ma che tabellata? Ma senti che ingrato! È entrata pulitissima. Allenava Maif, con vice Paolo, già qua si capiva che sarebbe accaduto qualcosa di strano. Partita punto a punto, overtime, dopo che avevo già sbagliato un tiro per vincere alla fine del quarto quarto. Mancano pochi secondi e Bacca scarica verso di me che segno da 3 allo scadere. Si può dire che ho il 50% nei tiri allo scadere e non è una media malvagia; il problema è che se ne ho tirati solo due in tutta la carriera (tra l’altro nella stessa partita) un motivo ci sarà”.

Domanda finale obbligatoria anche per lui.

Quintetto C Gold?

“Playmaker Santolamazza, guardia Giocondo. Paleari lo hanno già detto tutti quindi no. Anzi sì, il mio capitano ha scelto Paleari e lo scelgo anche io. Per gli altri guardo un attimo Canecaccia… mettiamo come tre Colnago e come cinque Di Rauso. Una squadra bella grande, si gioca con i veri due lunghi”.

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