24 domande Lelio Di Biagio

24 domande, sempre le stesse, per conoscere meglio il nostro staff tecnico

Ecco le 24 domande per Lelio Di Biagio: il nostro Staff Tecnico si racconta

1. Nome? Lelio
2. Cognome? DI BIAGIO
3. Soprannome? Nessuno
4. Luogo e data di nascita? Milano, 11/01/1963
5. 10 parole per presentarti? Determinato, esigente, attento ai particolari: mi piace molto lavorare con i giovani ma apprezzo i giocatori senior che mettono la loro esperienza al servizio della squadra.
6. La pallacanestro è? Lo sport più bello del mondo: una passione che mi ha dato tanto in diversi momenti della mia vita.
7. Un aneddoto particolare della tua carriera? Risale a molti anni fa ma non mi ha visto coinvolto direttamente. Ero andato a vedere la finale del torneo di promozione, Ebro contro Brugherio mi sembra, organizzata al Palalido di Milano. Ebro era decisamente data per favorita ma stava giocando molto male e nonostante tutti i tentativi dell’allenatore (time out, diversi tipi di difesa, quintetti atipici) era sempre sotto nel punteggio di 10-12 punti. Negli ultimi tre minuti l’allenatore chiama un time out, si fa dare dal venditore di bibite un cornetto gelato, si siede in panchina, lo scarta e senza dire niente comincia a mangiarlo. Finito il time out la squadra rientra in campo, rimonta lo svantaggio e vince. Lì ho capito che anche senza dire niente ma con uno sguardo, un gesto, un atteggiamento si può trasmettere qualcosa alla squadra.
8. Hobbies al di fuori della Pallacanestro? Musica, moto (anche se adesso mi devo accontentare di uno scooter) e un po’ di elettronica.
9. Michael Jordan, Kobe Bryant o Lebron James? Michael Jordan ma visto la domanda dopo anche Allen Iverson
10. Squadra del cuore NBA – SERIE A – CALCIO? Philadelfia ’76, Olimpia Milano (anche se la mia passione è nata più con la Pall. Milano Mobilquattro), la squadra “pazza” di Milano: l’Inter
11. Film che hai visto 100 volte? Facciamo 200: Top Gun e Blade Runner
12. La canzone della tua vita? 29 settembre dell’Equipe 84, è una data molto importante.
13. Ultimo libro che hai letto? Non è mai finita di Matteo Boniciolli
14. Il coach a cui ti ispiri? Italiano sicuramente Ettore Messina, per l’organizzazione delle sue squadre; europeo direi Obradovic.
15. Il tuo rapporto con i giocatori? Molto diretto, sincero, leale; qualche volta con alcuni di loro sono un po’ duro, ma perché so che possono arrivare a fare quello che gli chiedo.
16. Cosa ti piace in un giocatore? Soprattutto il carattere: se ci prova sempre, se conosce i suoi limiti e cerca di spostarli un po’ più avanti, se aiuta i suoi compagni e da tutto per la squadra, quello è il giocatore che voglio allenare.
17. Cosa non sopporti in un giocatore? La presunzione di essere bravo: porta ad avere un atteggiamento indolente, pigro e inutile per se stessi e per la squadra. Quello è un giocatore che non migliorerà mai
18. Il più forte giocatore che hai mai allenato? Mi viene in mente Valentino Battisti ma era già un giocatore completo; direi quelli che ho allenato nelle giovanili e che sono diventati professionisti
19. Il tuo rapporto con gli arbitri? Collaborativo, ma c’è voluto tempo….
20. Cosa fai dopo una vittoria? Se è una partita importante, una finale, uno spareggio play off festeggio con la squadra e la notte non dormo per l’adrenalina.
21. …dopo una sconfitta? Cerco di capire cosa non ha funzionato e cerco di imparare comunque qualcosa. Però dormo e domani è un altro giorno.
22. Un sogno da realizzare? Rifare un torneo internazionale, mi emoziona sentire l’Inno di Mameli prima della partita.
23. Il tuo prossimo viaggio? Non mi interessa la località ma voglio andare al mare.
24. Un messaggio alla famiglia OSA? Stiamo facendo insieme tante cose belle in un periodo molto difficile: dobbiamo guardare avanti e cercare di migliorare, sempre.

 

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