Alberto Frascotti

24 domande, sempre le stesse, per conoscere meglio il nostro staff tecnico

Alberto Frascotti si racconta

1. Nome? Alberto
2. Cognome? Frascotti
3. Soprannome? Albi
4. Luogo e data di nascita? MI 10.04.1962
5. 10 parole per presentarti? 10 sono troppe; so di essere talvolta emotivo e brusco….. e talvolta per reazione troppo riflessivo; spero però di essere trasparente, onesto, sincero e generoso, che sono le qualità a cui ambisco maggiormente; le altre le lascio a chi mi conosce
6. La pallacanestro è? Una chiave di lettura della vita
7. Un aneddoto particolare della tua carriera? In passato ho lavorato anche come professore di tecnologia in scuola media e 5/6 anni fa un ragazzo era sia mio giocatore (e mi dava del tu in palestra), sia mio allievo a scuola media (e doveva darmi del lei……) – sua madre era pure direttore sportivo della società…..; quanti mal di testa come in quel periodo !!! ……-. L’anno dopo, con due fratelli che erano entrambi miei allievi a scuola, da uno sono stato arbitrato in una partita (Carlo) e in un’altra partita ho giocato (da coach) contro l’altro (Marcello). Erano i fratelli Montagna, oggi giocatori in Social Osa
8. Hobbies al di fuori della Pallacanestro? Ballo swing (troppo poco col lockdown), Scacchi (troppo, online….) e quando non esagero con gli scacchi lavori (semplici !) di piccola falegnameria. Poi ci sarebbe anche la passione per auto e moto d’epoca, ma è un hobby molto costoso e per ora mi devo accontentare di una Moto Guzzi SPIII del 1989 e di una Volvo Polar del 1990
9. Michael Jordan, Kobe Bryant o Lebron James? MJ tutta la vita
10. Squadra del cuore NBA – SERIE A – CALCIO? S.Antonio Spurs ……… e tanti altri colori bianconeri……… fonte di tante gioie e molti dolori. Vorrei però spezzare una lancia per il basket femminile; a parte aver allenato anche le ragazze, guardo e tifo moltissimo Geas Sesto San Giovanni: un basket meno fisico e meno veloce, ma comunque molto intenso dal punto di vista agonistico e notevole dal punto di vista tecnico-tattico (e poterlo vedere a 10mt di distanza al PalaNat lo trovo stimolante per la comprensione del gioco).
11. Film che hai visto 100 volte? 100 no, ma tante tante BLADE RUNNER
12. La canzone della tua vita? Le più note sono “Heroes” di David Bowie e molte degli U2, soprattutto gli U2 dei primi LP
13. Ultimo libro che hai letto? “Il ragazzo selvatico” (bellissimo) di Paolo Cognetti; ora sono tornato al mio preferito Paul Auster (“4-3-2-1”)
14. Il coach a cui ti ispiri? Essendo prevalentemente allenatore/istruttore di basket giovanile, come “ispirazione” prendo ad esempio tanti istruttori giovanili per me molto bravi che ho conosciuto negli anni sia in Lombardia che, nei Camp estivi, provenienti da altre regioni; come coach conosciuti, a parte i “mostri sacri” Popovich, Obradovich e Messina, mi piacciono molto, come modo di esercitare il loro ruolo e capacità di valorizzare il talento, Jasikevicius e Trinchieri (anche se ultimamente sta facendo di tutto per diventare antipatico)
15. Il tuo rapporto con i giocatori? ho la grande presunzione di pensare di essere molto importante per loro, quindi “involved” (cerco cioè di entrargli “sotto-pelle”, per essere sempre “in connessione” con loro)
16. Cosa ti piace in un giocatore? l’ambidestrismo dal punto di vista tecnico, e poi lo spirito di dedizione alla squadra e l’attenzione
17. Cosa non sopporti in un giocatore? Se non difende come potrebbe fare
18. Il più forte giocatore che hai mai allenato? Sempre specificando che li ho allenati da ragazzini, e tralasciando gli sconosciuti appartenenti oramai al secolo scorso …. (uno arrivò in A2), ho allenato circa 9/10 anni fa, come ragazzo sotto-età che si allenava e giocava anche con me a Settimo Mil.se, Biram Baparapè, che Paolo conosce sicuramente perché è oggi il 12° a Cantù
19. Il tuo rapporto con gli arbitri? Buonissimo !!! In 25 anni conto i falli tecnici sulle dita di una mano
20. Cosa fai dopo una vittoria? Cammino
21. …dopo una sconfitta? Cammino moooolto di più
22. Un sogno da realizzare? Nel basket continuare ancora tanti anni a instillare nei ragazzi la passione per il gioco e la voglia di migliorare sempre. Nella mia professione, senza entrare nei dettagli troppo tecnici, fare buoni progetti per la gente comune
23. Il tuo prossimo viaggio? Quando possibile Estonia
24. Un messaggio alla famiglia OSA? Dobbiamo cercare tutti di essere sempre competenti, autorevoli e accoglienti

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