Nella scia delle prime…

Social OSA-Seregno 71-44

Parziali: 25-12, 11-11, 19-11, 16-10

Sesta di andata nel Top Lombardia. Social OSA casalinga al PalaMurat ospita Seregno, avversaria di valore che l’anno scorso militava in Eccellenza e ora viene da una pesante vittoria esterna sul campo di Seriana. Al vertice di questo girone vige, dopo la quinta di andata, un certo equilibrio, con ben cinque squadre in due punti: Lissone, Bollate e Seregno guidano con 4 partite vinte e 1 persa; subito dietro, Cermenate e OSA sono a 3/2.

I nostri però vogliono risalire la china e partono a razzo. Primo quarto praticamente perfetto, con palloni dentro al nostro centro, oggi incontenibile vicino al canestro. La palla gira assai bene in attacco. Poche sono le palle perse. I ragazzi ospiti, in blu, faticano a prendere le contromisure. Quando può, Seregno tira bene dalla distanza, ma i nostri sono bravi a chiudere le maglie della difesa e a non concedere ai cecchini brianzoli troppe occasioni. Per contro, Seregno non riesce a trovare soluzioni alternative al tiro da fuori.

Nel secondo quarto più equilibrio e dominio delle difese, perché anche quella di Seregno si registra meglio, limitando i Social in canotta rossa. Si va comunque alla pausa lunga sul +13 (36-23). Al rientro dagli spogliatoi, nuovo allungo dei ragazzi milanesi guidati dai coach Rossini e Maschio. E nel conclusivo quarto, Seregno sembra accusare di più la fatica per lo sforzo profuso, anche perché oggi è arrivata a Milano con soli dieci giocatori (immaginiamo per l’influenza che imperversa), e ha avuto meno rotazioni.

Con questa vittoria gli OSA boys rimangono in alto nella classifica, nella scia di Ardor Bollate e Cermenate, anche loro vittoriose oggi. Social OSA ha impressionato per la qualità e l’intensità del gioco, mettendo sotto un’avversaria di ottimo livello tecnico, forse – come si diceva – solo un po’ leggera nel pitturato. Il livello di questo Top pare a me genitore, tifoso, baskettaro d’altri tempi nei campetti, molto alto, così come lo è il livello di carica agonistica. I nostri ragazzi si stanno dimostrando maturi e coesi, anche nel gestire la tensione della gara e gli inevitabili momenti di difficoltà individuale. Sicuramente la loro dedizione ha qualcosa da insegnare a noi adulti, e merita ascolto e rispetto.

(MC)

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