FestOSA!

SocialOSA vs Basketown 74 – 56
Doveva essere una festa: e festa è stata!
C’erano tutti gli ingredienti per festeggiare a dovere il ritorno del “figliol prodigo” Andrea Michelori.
Spalti gremiti al PalaIseo fin dal prepartita. Entusiasmo alle stelle. Tanti curiosi e tanti ragazzi delle giovanili.
E già questa è una vittoria per la nostra società. Speriamo di vedere spesso questo pienone anche in altre occasioni.
Andrea parte in quintetto: l’inizio è un pochino in sordina per tutti. La partita fatica a decollare ma, dopo un vantaggio iniziale dei giovani di Basketown, i nostri giocatori seguono la via tracciata dal veterano col suo primo canestro e capiscono che devono come al solito giocare secondo le proprie abilità. Il primo quarto è abbastanza equilibrato ma dopo aver effettuato il sorpasso non ci voltiamo più indietro.
Nel secondo quarto assistiamo anche a giocate spettacolari in contropiede tra l’entusiasmo e lo stupore dei presenti; solo a causa di un rilassamento sul finale non andiamo negli spogliatoi con la doppia cifra di vantaggio.
Il terzo parziale ci vede ancora più spigliati e per gli avversari non c’è più niente da fare. Contropiedi, transizioni, buoni attacchi a difesa schierata. Tutti danno il proprio contributo e non c’è più storia.
Sugli spalti si percepisce il divertimento di tutti i nostri sostenitori (certamente non dei tifosi avversari che nonostante tutto hanno continuato ad incitare a dovere i propri ragazzi, come dovrebbe sempre essere: bravi!). Michelori gioca ancora ancora qualche minuto, l’autonomia è per forza di cose ancora limitata.
Dalla prossima partita si fa più difficile; inizia il girone di ritorno e gli avversari, che già ci rispettavano prima, daranno qualcosa in più per ben figurare contro ad un campione che ha calcato parquet certamente più prestigiosi ma che si è presentato tra noi in punta di piedi con la solita umiltà che lo ha fatto emergere in campo nazionale e competere in campo internazionale anche contro campioni del calibro di Lebron James e Dwayne Wade.
Lui è un ragazzo timido, che probabilmente non ama tutta questa attenzione ma ha capito che per la nostra società la sua presenza in allenamento ed in partita potrà essere solo di giovamento per la crescita sportiva ed umana dei nostri tanti giovani.
(EF)

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