Per la Social Osa nella calza un referto giallo. A Pavia il San Mauro si aggiudica il match per 67 – 61.

sabato, 7 gennaio 2012 h:02:53 - home page Serie D

San Mauro Pavia – Social Osa 67 – 61 (27 – 26)

San Mauro: Riva, Pagetti Edoardo 9, Moscardini 12, Carnevale, Calvi 16, Pagetti Federico 3, Ragni 5, Landini 2, Risso 15, Colucci 5.

Social Osa: Ardizzone 10, Calloni 12, Gorla 20, Bellini 9, Massironi 2, Maifredi, Sorani n.e., Dal Bianco 6, Luciano, Carretta 2.

Pavia: Ancora tabù la vittoria lontano dal capoluogo lombardo per la Social Osa (0 – 20 di Siziano a parte): nella calza della befana per i giallo rossi niente dolcetti, solo un referto giallo. La truppa di Battaini si presenta nella tensostruttura pavese priva di Calvin Mpombo, ma con il neo acquisto Roberto Luciano. Dopo la classica fase di studio (6- 8 al 5′), provano la mini fuga i metropolitani grazie a Bellini (3/3 da 2 7 realizzati al 10′), e Calloni (2/2 da 3 iniziale) per il parziale di 8 – 13 con 3′ 50” alla prima mini pausa (time out chiesto da Bruni). Sul finire di frazione il San Mauro riporta in perfetta parità il match (15 – 15 al 10′) grazie a Calvi (6alla prima sirena) Risso e Colucci (4 alla prima mini pausa).
Ancora Calloni sugli scudi all’inizio del secondo periodo (4 filati per l’ex Lesmo 12 alla pausa lunga), ma una bomba di Fedrico Pagetti vale il 20 – 19 del 15′. Nelle file dei viscontei sale di tono Moscardini (5 pressochè consecutivi), con i padroni di casa a tentare l’allungo sul finire di tempo (25 – 21 con 1′47” all’intervallo lungo), ma una bomba di Ardizzone da distanza siderale avvicina a – 1 i meneghini alla seconda sirena (27 – 26 al 20′). Alla ripresa delle ostilità si ripete dai 6,75 m l’ex Posal (10 al 30′ per la guardia del 1988)con l’ausilio della tabella, mentre si sbocca anche Dal Bianco, ma i ticinesi mantengono un minimo vantaggio (36 – 34 al 25′). Nella seconda metà di terza frazione sulla spinta del trio Moscardini (12 al 30′), Calvi (9 all’ultima mini pausa) e Risso (8 alla penultima sirena) il San Mauro si porta sul 47 – 41 all’ultimo break di 120”. Nella prima metà di quarta frazione si scuote dal torpore Gorla: dopo 30′ di anonimato, l’ex Kenfoster Monza svela un campionario di tiri dal perimetro che fa ammattire la difesa pavese: per l’ala del 1988 13 realizzati in poco più di 5′ (51 – 52 al 35′), Bruni sul 51 – 54 con 4′ 45” sul cronometro ha visto abbastanza e chiede minuto di sospensione. Tra le direttive del coach dei bianco rossi, quella che balza all’occhio è il raddoppio sistematico su Gorla. Dopo essersi portati sul 51 – 56 ed aver sprecato il possibile + 8 per un fallo in attacco di Calloni, gli ospiti non trovano un adeguata contromossa alla variazione tattica sopracitata. Il top scorer di serata affida per ben tre occasioni gli scarichi a Massironi, (tra i meno adatti a gestire palloni delicati un una fase cruciale del match) l’ala del 1991 dapprima si guadagna un viaggio in lunetta infruttuoso (0/2), nella seconda occasione trova un canestro dai quattro metri, ma nella terza balbetta in palleggio davanti al diretto avversario e si fa soffiare il pallone costringendo Ardizzone all’antisportivo. Da qui in poi si apre una serie di tiri a cronometro fermo pressoché infinita per i padroni di casa: il terzetto Calvi, Risso, Edoardo Pagetti dai 5,20 m dimostra una infallibilità di stampo “slavo”. Alla fine della gara sarà di 27 punti il fatturato dalla lunetta per il San Mauro, a fronte di un misero 5 (con 15 tentativi a disposizione) per i milanesi.
Social Osa che conferma quindi lo storico tallone d’Achille con i tiri dalla linea della carità, non si può altresì non notare una certa disparità nel metro arbitrale, con la coppia di grigi un “tantino” casalinga, al di là dell’attenuante dovuta al ricorso al fallo sistematico da parte dei meneghini una volta perso il vantaggio.
Considerazioni a parte, il S. Mauro si aggiudica il match, per il punteggio finale di 67 – 61. Per alcuni componenti del team milanese doccia fredda non solo in senso metaforico, ma anche negli spogliatoi dell’impianto pavese. Vuoi vedere che la recessione stia colpendo anche gli impianti sportivi?

Simone Venturini

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