Nonostante una prova a corrente alternata, anche Gaggiano è superata: “San” Gorla ci regala il referto rosa.

domenica, 6 novembre 2011 h:22:17 - home page Serie D

Social Osa – Gaggiano 70 – 57 (34 – 24).

Social Osa: Ardizzone 17, Calloni 10, Gorla 22, Bellini 6, Mpombo 4,Ettaro, Massironi 3, Maifredi 3, Dal Bianco 5, Carretta. Rimbalzi catturati: 33 (Massironi 9) Tiri liberi: 8/16 complessivi.

Gaggiano: Tarantola 10, Checchini 5, Panizzardi 10, Iabaniello 2, Asta, Sabbioni 6, Celigo, Porro, Ciolina 13, Casella 11.

Nonostante una prova a corrente alternata, la Social Osa ottiene il quinto referto rosa stagionale, con una striscia aperta di tre vittorie consecutive. I metropolitani dopo il convincente successo ai danni del San Pio X di nove giorni orsono, scendono in campo con un po’ di supponenza. Se ne accorge quasi subito Battaini, il coach di origine varesina chiede subito minuto di sospensione nonostante il mini vantaggio iniziale (4 – 2 con 7′ 10” sul tabellone alla prima mini pausa), chiedendo una migliore esecuzione dei giochi. Il time out sembra giovare ai milanesi (8 – 2 al 5′), ma i bianco rossi effettuano il sorpasso per l’unico vantaggio ospite (8 – 9 con 2′45” alla prima sirena) grazie al buon avvio di Casella (6 realizzati al 10′). Sul finale di tempino entra in ritmo Gorla (7 realizzati al primo break) e i meneghini ritornano in vantaggio (15 – 10 al 10′).
Il cestista nato nel 1988 non si raffredda al ritorno sul terreno di gioco scagliando subito un dardo, mentre Ardizzone non vuole essere da meno del compagno e lo imita poco dopo. Grazie all’uno due dai 6,75 m per i “cavalli di ritorno” il gap tra le due compagini si attesta nella seconda frazione intorno ai dieci punti di scarto (25 – 15 al 15′). Un accenno di zona chiesto da coach Leoni viene punito dalla tripla di Maifredi (l’unica peraltro realizzata dal “fedelissimo” ai colori giallo rossi) per il 28 – 19 con 3′ 27” al thé caldo. Sul finale di tempo è invece sugli scudi il neo acquisto stagionale Bellini, per l’ala classe 87′ un paio di conclusioni a dir poco “acrobatiche” nel pitturato consentono alla società di via Copernico di chiudere con una decina di punti di vantaggio i primi 20” del match
(34 – 24 alla pausa lunga).Alla ripresa delle ostilità, spazio sul proscenio a chi avuto un passato cestistico in Brianza. Primi giri di lancette del terzo quarto, nei quali Calloni decide di mettersi in proprio. Per l’ex Lesmo due accelerazioni “razzenti” nel cuore della difesa gaggianese e quattro punti a referto. Poi è ancora il turno di Gorla: l’ex Kenfoster Monza sente la mano “calda” e inscena uno show balistico dai quattro-cinque metri. Dopo il cambio di campo la partita si fa godibile, e viene giocata con ritmi abbastanza elevati. Perchè Gaggiano non è scomparsa,anzi tutt’altro. Dopo il 44 – 34 del 25′, in maniera sorniona si rifà sotto nei pressi dell’ultima mini pausa, approfittando di una Social Osa che è rimasta per troppo tempo davanti allo specchio ad ammirarsi e rimirarsi. Grazie al quartetto Casella, Ciolina, Panizzardi e Tarantola (autori di 36 punti complessivi all’ultima mini pausa), si rifanno sotto gli ospiti per il 50 – 45 alla terza sirena ( per i padroni di casa il pluricitato Gorla a quota 14, Ardizzone a 13). La quarta e decisiva frazione si apre con svariati errori da ambo le parti, ma i “fluviali” sbagliano un po’ meno e si fanno ancora più minacciosi (50 – 47 al 33”, 53 – 50 al 35′, un paio di volte sul – 1 50- 49 e 53 – 52).
Nella fase centrale del quarto periodo ci pensa “San” Gorla (9/13 dal campo)a portare per mano i suoi verso le tranquille acque della vittoria: per lui libero, arresto e tiro dalla media, tripla: dopo il 59- 52 con 3′23” alla quarta frazione Gaggiano non è più rientrata in partita. Meritata la standing ovation a pochi secondi dalla fine per l’mvp della gara, che lascia il posto all’esordiente Ettaro.
Dopo aver litigato con i ferri dell’impianto di via Murat per 39′ abbondanti, trova finalmente la via del canestro anche dal Bianco: l’ultima segnatura di serata vale il 70 – 57 finale.
L’esame Segrate attende ora Battaini e i suoi. Per provare a superarlo occorre maggiore continuità nell’arco dei 40′, oltre che lasciare a casa gli specchi…….
Simone Venturini

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